Comun Nuovo, 09 febbraio 2010 | intervista | Abbiamo pensato di sentire le voci dei nostri genitori per mettere a confronto la loro vita di bambini a Comun Nuovo. Per questo li abbiamo invitati a scuola per intervistarli. Li vogliamo quindi ringraziare per la loro disponibilità e per l'entusiasmo con il quale hanno "ricordato" per noi.
Quando avevate la nostra età o qualche anno di più, avevate del tempo libero? Quando?
Il tempo libero sfruttabile era al termine delle lezioni scolastiche pomeridiane, prima o dopo aver eseguito i compiti e studiato. Oppure il sabato e la domenica.
Come impiegavate il vostro tempo libero? Con chi?
Nel tempo libero generalmente i ragazzi e le ragazze si trovavano con gli amici per chiacchierare, giocare a mondo, giocare a “muro” con le figurine dei calciatori. Si girava per il paese in bicicletta. Alcuni partecipavano alle lezioni di danza che era l'unica attività organizzata in paese. Considerato che il paese era molto poco trafficati i ragazzi potevano giocare a calcio in strada. Sempre per il poco traffico automobilistico tutti i bambini e le bambine, fin dalla prima elementare, andavano a scuola a piedi e senza essere accompagnati dai genitori, per cui anche il tragitto casa scuola era dedicato a stare con gli amici.
Molti, ma soprattutto le ragazze, restavano in casa ad accudire i fratelli minori o a dare una mano alle madri nelle faccende domestiche; le ragazze poi andavano anche a imparare a ricamare a mezzo punto dalle suore.
Spesso con i nonni andavamo nei campi e lungo i fossi a raccogliere “popone” e “paparene” che poi venivano mangiate a pranzo o cena.
In quali luoghi del paese vi incontravate?
Non c'erano in paese parchi gioco pubblici per cui ci si incontrava agli “stati uniti” (vicolo Puccini) e ci si sedeva sulle scale delle case; lungo il Viale, nei campi, alla “Cascina brusada” nel vicolo del mulino, in biblioteca, all'oratorio solo in occasione delle lezioni di catechismo perché per il resto del tempo non era aperto, nel prato dietro la scuola media. C'era poi il “put di bale”, un altro luogo di incontro o meglio, di commiato, dove ci si fermava a fare le ultime chiacchiere prima di salutare gli amici e prendere direzioni diverse per raggiungere ognuno la propria casa.
I luoghi che frequentavate ci sono ancora?
Molti luoghi, anche se trasformati, ci sono ancora: il vicolo Puccini, il viale, anche se con meno panchine rispetto al passato, il vicolo del mulino, dove del vecchio mulino e della cascina non è rimasto nulla, l'oratorio, oggi aperto praticamente ogni giorno per tutti i ragazzi che ci vogliono andare, la biblioteca.
Non c'è più il prato dietro la ex scuola media e il “put di bale” che è completamente scomparso dopo che la roggia che passava per Comun Nuovo è stata coperta.
Come erano allora rispetto a oggi?
Certamente i luoghi che abbiamo citato, così come tutto il paese erano più sicuri rispetto a oggi e i genitori, quando i figli erano fuori casa non erano preoccupati.
Se non ci sono più cosa c'è al loro posto?
Al posto del prato dietro la ex scuola media c'è la piazza della Meridiana; il “put di bale” è completamente scomparso dopo che la roggia che passava per Comun Nuovo è stata coperta; il vicolo del Mulino c'è ancora come nome della strada, ma al posto del mulino e della cascina si trova l'edificio dentro il quale c'è la farmacia
C'era un progetto come il Versus che vi aiutava a impiegare il vostro tempo libero?
Ci si occupava poco del tempo libero dei ragazzi e delle ragazze di Comun Nuovo, o meglio dei giovani in generale.
D'estate però già si organizzava il C.R.E. che si svolgeva non come ora all'oratorio, ma nei locali della Scuola elementare.
Martina, Christian, Alessia, Ilenia
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